In Italia 900.000 lavoratori domestici sono iscritti all’Inps e si occupano di fornire assistenza a domiciliare ad anziani non autosufficienti.

 

Tra tutti questi lavoratori conosciamo bene le badanti, figure associate al settore assistenziale domiciliare, che si prendono particolarmente cura di persone avanti con l’età non in grado di provvedere a sé stesse in autonomia. Chi abita in Lombardia può trovare una badante a Milano qui.

 

Siamo abituati a sentir parlare di badanti straniere più che di professioniste della nostra nazionalità. Badanti: italiane o straniere? Cambia qualcosa nella professionalità? Scopriamolo in questo articolo.

 

Le badanti donne

 

In Italia le badanti sono per la maggioranza di sesso femminile e straniere. Per quanto riguarda in generale i lavoratori domestici, più dell’80% di essi è straniero e il 72% proviene da paesi che si trovano fuori dai confini dell’Unione Europea.

 

Dal 2010 a oggi il numero dei lavoratori domestici stranieri in Italia è triplicato. Gli italiani sono solo il 24%. Colf e badanti sono donne tra cui si distinguono più le straniere delle italiane. Le lavoratrici domestiche italiane hanno l’età media di 46 anni e lavorano 20 ore a settimana.

 

Le lavoratrici domestiche straniere hanno in media 41 anni e lavorano per 28 ore settimanali.

 

Italiane o straniere?

 

Le badanti sono meglio italiane o straniere? C’è una figura professionale migliore? Conta la nazionalità? La risposta a quest’ultima domanda è no. Nel lavoro di badante ciò che conta non è la nazionalità ma l’esperienza, l’affidabilità, l’efficenza della persona, italiana o straniera che sia. Conta però saper capire e parlare bene l’italiano.

 

La badante giusta

Ciò che fa la differenza sono le esigenze delle persone da assistere. La badante giusta sa capire le richieste dei datori di lavoro, sa prendersi cura dell’assitito e osservare il decorso delle sue condizioni esprimento anche giudizi.

 

La badante giusta deve capire e parlare bene la lingua italiana, deve saper leggere e comprendere tutte le istruzioni e le indicazioni che provengono dall’assistito e dai suoi famigliari. La badante giusta deve saper esprimere i suoi punti di vista e sapere cosa fare in situazioni anche critiche o di emergenza.