La parola schizofrenia deriva dal greco, e vuol dire “Mente separata”, intendendo una chiara separazione dalla realtà, è uno tra i più gravi disturbi psicotici, cronici ed invalidanti che colpiscono il cervello, i soggetti che ne soffrono hanno un approccio illogico con gli eventi esterni, vivono in un mondo tutto loro, perdendo il contatto con la realtà.

La caratteristica più evidente è la presenza di allucinazioni, le più comuni sono le voci, che possono impartire degli ordini, che possono sfociare in deliri, cambi repentini di umore, i soggetti possono passare facilmente dalla depressione, all’ansia o alla rabbia, sconvolgendo profondamente le relazioni sociali e della famiglia.

Spesso fanno discorsi senza senso, sono convinti che gli altri possano leggere nella loro mente o che addirittura vogliano far loro del male, la malattia peggiora specialmente quando i soggetti non ritengono di stare male e rifiutano le cure o le interrompono, aumentando il numero di ricadute o di ricoveri, col sopraggiungere della depressione, non sono rari i casi di suicidio.

Questa malattia si manifesta intorno ai 17-25 anni negli uomini e 20 nelle donne, senza alcuna distinzione di razza, territorio o estrazione sociale e riguarda circa l’1% della popolazione.

Nei mesi che precedono il suo manifestarsi, compaiono dei segnali, che non in alcun modo trascurati per cercare di evitare l’evoluzione della patologia, quali possono essere cambiamento dello stile di vita, perdita d’interessi, episodi di rabbia o aggressività ingiustificati ed altro.

Se la schizofrenia non viene curata, può avere dei periodi ricorrenti, con giorni in cui i sintomi sono molto intensi, ed altri in cui si riducono o scompaiono del tutto, questo altalenarsi rendono molto difficile la vita personale e l’integrazione nella società.

Le cause che sono alla sua origine, sono ancora sconosciute, in pratica non si conoscono le condizioni che predispongono un soggetto a sviluppare la malattia rispetto ad un altro, molti studiosi ritengono che vi siano delle componenti genetiche, complicazioni del parto, fattori biologici o fattori psicologici.

Se da un lato i rimedi farmacologici possono tenere a bada i sintomi, dall’altro un percorso di tipo psicologico, può migliorare la qualità della vita ed i rapporti sociali. Per consulenze psicologiche (anche online) vi consigliamo i servizi della psicologa Giulia Castelletti.